Luca Mercuri

Inizia a suonare il basso all’età di 16 anni, interessandosi da subito tanto al linguaggio del rock quanto a quello del jazz e dell’improvvisazione. Incuriosito dalla musica afroamericana, si iscrive al corso jazz del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone entrando come studente di basso elettrico e conseguendo successivamente una laurea triennale.

Contestualmente alla carriera accademica, approfondisce lo studio dello strumento sotto la guida di Massimo Moriconi, con il quale si dedica sia allo studio del linguaggio della musica pop sia di quello della musica jazz, sulla quale lavora anche con Fabio Zeppetella.

Successivamente a queste esperienze prosegue con Marco Siniscalco presso il Saint Louis College of Music, dove intraprende un percorso di ulteriore affinamento delle proprie abilità strumentali.

Negli anni, inoltre, segue corsi e seminari di vario tipo: frequenta le lezioni di Barry Harris sul linguaggio bebop, frequenta il seminario intensivo Roma Rock’s Cool dove ha l’opportunità di studiare direttamente con Darryl Jones, segue i seminari di Roberto Spadoni su argomenti di carattere jazzistico improntati sull’armonia modale, l’utilizzo avanzato delle scale pentatoniche e l’utilizzo della scala diminuita.

Ha modo di frequentare masterclass con musicisti di calibro nazionale ed internazionale: Alain Caron, John Patitucci, Jeff Berlin, Dennis Chambers, Victor Wooten, Matthew Garrison, Tollak Olestad, Maurizio Dei Lazzaretti.

Si esprime come membro di varie formazioni a carattere jazzistico, dal trio fino al quintetto, esplorando gli stili più consueti, come il linguaggio degli standards in trio quanto in quartetto sia vocale che strumentale, e facendo anche esperienza su repertori più contemporanei, dove ha modo di cimentarsi con linguaggi più complessi, esibendosi in rassegne dentro e fuori dalla città di Roma, come Montagnola Jazz Festival, Alatri dal vivo. Da queste esperienze parte una spinta alla sperimentazione ed alla commistione degli stili, che lo porterà alla formazione dello Standard Jazz Quartet, in cui il repertorio tradizionale veniva rielaborato, riarrangiato e rivisto sotto una nuova chiave, con l’influenza tanto del jazz contemporaneo quanto della musica elettronica.

È con questa formazione che parteciperà al Festival di Villa Celimontana ed otterrà di essere ospitato nel programma radiofonico di Massimo Nunzi.

Sul versante più tradizionale porta in scena lo spettacolo, con voce recitante e musica, “Breve Storia del Jazz”, in cui ripercorre l’epopea di questa musica, dal blues fino alla fusion. Oltre all’attività jazzistica ha occasione di dedicarsi ad esibizioni in ambito pop e ad un altro grande amore, che è quello per la musica popolare brasiliana, entrando a far parte di formazioni samba jazz. Si esibisce con l’orchestra di musica etnica IYI di Pino Cangialosi.

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